Stanza dei film: scene a parete dei film di visconti. (Il QR code racconta gli aneddoti, i vizi di visconti (gattopardo, rocco) Di quel tempo, di quelle persone, di Luchino Visconti ci sono infiniti aneddoti. Si dice che ogni cassetto e ogni armadio dell’enorme villa de Il Gattopardo (1963) fosse stato riempito come se qualcuno davvero abitasse lì. L’amore che Visconti aveva per il Cinema e il Teatro era totalizzante. “Potrei fare un film davanti a un muro”, lui che ha iniziato come assistente alla regia per Renoir, che ha conosciuto Coco Chanel con cui si è amato, per un istante. Quando gli chiesero quale fosse il suo film preferito rispose: “Rocco e i suoi fratelli: è un film che amo profondamente, che ho ancora nel cuore dopo tanti anni. Perché si svolge a Milano, perché tratta della tragedia del Sud, degli immigrati interni”. Un film scandaloso per l’epoca, onesto come poche cose, a tal punto da essere tra i più amati da Martin Scorsese. Visconti era un personaggio magnetico, imperfetto e radicale. Quando gli chiesero in che occasione ritenesse di aver lasciato l’infanzia, lui rispose: “Il giorno in cui mi resi conto d'aver causato un dolore a una persona. Non ricordo l’età”.