La camera da letto, il corpo in Visconti, l’amore, la vita carnale La conflittuale relazione tra amore e passione, tra innamoramento e ossessione in Visconti è presente in tutta la sua opera. Lui, bisessuale, amante e amato per tutta la vita. Dalla sussurrata relazione con l’ex Re d’Italia Umberto II di Savoia a Coco Chanel. Dal collega Zeffirelli a Helmut Berger. Berger — protagonista de La caduta degli dei (1969) e Ludwig (1973), che insieme a Morte a Venezia (1971) compongono la celebre trilogia tedesca — fu compagno degli ultimi anni di Visconti e presenza costante alla Colombaia. Scoperto e trasformato dal regista in una delle icone del suo cinema, condivise con lui un legame profondo, tra lavoro e vita privata, nei lunghi periodi di isolamento trascorsi nella villa di Ischia, accompagnandolo fino agli ultimi anni della sua vita. L’amore in Visconti è raccontato in tutte le sue dualità, carnale e metafisico, violento e delicato. Si fa specchio di una società, intellettuale e fisica, borghese e popolare, spesso rimanendo irriducibile e irrisolto. L’amore non è soluzione del mondo ma testimonianza della società: d’altronde niente sa dirci di un tempo più di come decliniamo la parola amore.