Riposare e creare in un angolo di paradiso selvaggio. La villa, sin dal 1965 fu un rifugio-pensatoio per Visconti, ma anche luogo di vacanza, di distacco e distanza da un mondo da lui raccontato ma spesso evaso. Sullo scrittoio della sua stanza furono trovati appunti di diversi progetti teatrali, e qui lavorò molto alla sceneggiatura di Ludwig (1973). “Tutto Senso (1954) è nato lì", racconta la sua amica e sceneggiatrice Suso Cecchi D’amico, il primo film a colori di Visconti, la storia di una guerra sbagliata. Dopo la morte di Visconti nel 1976, la storia della Colombaia si fa più complessa. Le sue ceneri riposano ancora oggi nella villa, sotto una pietra sepolcrale dedicata a lui e alla sorella Uberta. Tra contese sulla proprietà e anni di abbandono, la villa attraversò un lungo periodo di silenzio. Solo negli ultimi anni è tornata al centro di un progetto di rinascita culturale.