Un ampio giardino svela il percorso di una storia umana e naturale. A fine Ottocento, la villa sorse in un ambiente caratterizzato da una grande eterogeneità vegetativa: lecci, eucalipti, pini, cespugli di mirto, corbezzoli, lentischi e altre specie mediterranee crescevano su ammassi di rocce vulcaniche sparse, erose dal tempo e dai venti marini di maestrale. Visconti si occupava personalmente del giardino: siepi, ortensie blu, edere, le belle di notte bianche che, sicuramente, profumavano da far girare la testa. Tra i profumi e tra i colori, la Villa divenne quasi naturalmente un luogo d’arte. Un anfiteatro, infatti, si rivela a pochi passi dall’ingresso: qui Visconti provava i suoi spettacoli. Il teatro, per Visconti, comincia prestissimo. Da bambino va alla Scala con sua madre, Carla Erba. Ha cinque, forse sei anni, quando vede recitare Eleonora Duse. Più tardi, ancora giovanissimo, scopre Marcello Mastroianni. Porterà il teatro con sé dall’inizio alla fine.